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Recensioni Vita col mare

Vita col mare di Stelio Mattioni
Recensioni: 3/5
Nel piccolo porto di Muggia, vicino a Trieste, tre uomini, la cui vita è legata al mare, vengono attratti, per vie diverse e oscure, nella casa di una donna che nulla ha in apparenza di fatale, e che pure segnerà il loro destino. Fuorché la passione per il mare, ben poco sembrano avere in comune questi personaggi: un essere villoso e ferino, detto lo scimmiotto, stranamente candido e mite quando parla, brutale quando agisce; il comandante Piero Frausin, protagonista del romanzo, vero marinaio, tanto «inflessibile» sulla sua barca, La Flèche, quanto «perso e indeciso» a terra; il grassissimo Lecocque, padrone della Flèche, uomo di cui nulla si sa di preciso, sempre taciturno e immobile su un seggiolone piazzato sul ponte di comando. La donna che riesce a invischiarli è invece una segreta nemica del mare, che, mascherandosi dietro altri motivi, tenta di togliere a questi uomini la loro vitale possibilità di fuga. Per liberarsi di lei, essi dovranno ricorrere, con precisione rituale, a tre sorprendenti sacrifici. Per il protagonista, questo sacrificio sarà mortale: di fronte alle figure cifrate e animalesche dello scimmiotto e dellobeso Lecocque, egli è infatti il personaggio più esposto alle forze malefiche che circolano nel romanzo, sballottato comè fra gli opposti poli inconsci della donna e del mare.
Come nei suoi libri precedenti, Mattioni riesce a calare un tema mitico, pieno di risonanze in questo caso, leterna guerra fra la donna e il mare , in una realtà spoglia e anonima, illuminata però da un ricchissimo senso del grottesco, della mostruosità, del mistero. E giunti alla fine del romanzo, ancora una volta, il lettore riconoscerà il motivo segreto che percorre tutta lopera di Mattioni e che qui raggiunge la sua forma paradigmatica: la libertà come fuga testarda dal quotidiano che tenta, perennemente, di far valere la sua vana vendetta.
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