Tahar Ben Jelloun è uno scrittore marocchino di religione islamica. In Italia ha pubblicato molti volumi tra saggi, opere di narrativa e poemi.
Ha trascorso la sua adolescenza a Tangeri e ha compiuto gli studi di filosofia a Rabat. Ha insegnato in un liceo a Tétouan e a Casablanca ed è stato collaboratore del magazine «Souffles». Dal 1971 vive a Parigi. Suoi articoli in Italia appaiono di frequente su «La Repubblica»; ha collaborato anche con «Il Corriere della sera», «Panorama», «L'Espresso». Scrive inoltre per «Le Monde».
Per il profondo messaggio del libro Il razzismo spiegato a mia figlia (Bompiani 1998) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il Global Tolerance Award.
Ha conseguito lauree honoris causa e premi in tutto il mondo, tra i quali il Premio Flaiano (1996), e il Premio Remarque (2011). Con il Premio Goncourt assegnatogli per La Nuit sacrée nel 1987, diventa lo scrittore francofono più conosciuto della Francia. Nel 2009 ha presieduto il Festival del Cinema di Roma. Nel 2011 Bompiani ha pubblicato La rivoluzione dei gelsomini. Il risveglio della dignità araba.
Einaudi ha pubblicato: Notte fatale, Creature di sabbia, Lo scrivano, Giorno di silenzio a Tangeri, Le pareti della solitudine, Dove lo Stato non c'è. Racconti italiani (con Egi Volterrani), A occhi bassi, L'amicizia, Lo specchio delle falene, Il libro del buio, L'hamman, L'amicizia e l'ombra del tradimento, Mia madre, la mia bambina, L'ha ucciso lei, il volume di poesie Stelle velate, Marocco, romanzo. Per Bompiani esce nel 2015 È questo l'Islam che fa paura e per La nave di Teseo Il Matrimonio di piacere (2016). Per La Nave di Teseo Il razzismo spiegato a mia figlia (2018), La punizione (2018), Dolore e luce del mondo (2021), Il miele e l'amarezza (2022), Notte fatale (2024), Gli alberi raccontati ai bambini (2024), Gli amanti di Casablanca (2024).
Fonti: archivio Festivaletteratura, archivio Einaudi